giovedì 23 febbraio 2012

Quarto Classificato - Angelo Zabaglio

Quarto classificato dell'edizione 2012 del Concorso per il Racconto Più Brutto con 274 punti.
Gioco delle associazioni mentali. Pensate alla prima cosa che vi viene in mente se sentite queste due parole: "volo" e "libertà". Esatto: la metafora più scontata di tutti i tempi. Ma questo pregevole racconto, che ci rammarichiamo si sia piazzato solo quarto, va anche oltre, raccontando il dramma di chi al volo preferisce la sua stessa gabbia. Con un finale punitivo degno del peggior moralismo favolistico. Menzione speciale alla sperimentazione linguistica che svela l'embrione dello stile oggi inconfondibile dello scrittore Zabaglio.

LA GABBIETTA

Di Angelo Zabaglio

All’interno di una gabbia piccina,vive un corpicino con le ali blu,anzi celesti e gialle.
La leggerezza fisica e le ali che si muovono,aiutano i movimenti dell’esserino.
Piccoli decolli e piccoli atterraggi.
Il beccuccio raccoglie,dal piccolo pavimento,del cibo chicchi di cibo.
La testolina si muove.
Leggerezza favolistica.

Bimbi felici che giocano democraticamente.
Risate di bambini.
Innocenza.
Un bimbo si avvicina alla gabbiettina.
VOLA VIA!VOLA VIA!SCAPPA!
L’uccellino rimane dentro.
Vuole rimanere.
VOLA VIA!
Decolla e si allontana.
L’innocenza del bimbo è soddisfatta.
L’uccellino torna indietro.
NON HO CIBO!VOGLIO ENTRARE!
Ormai è chiuso.
APRIMI LA GABBIETTA!
L’innocenza del bimbo si diverte giocando.
APRIMI LA GABBIETTA!
L’esserino tenta invano di aprire con il beccuccio la porticina.
La mano di un altro bimbo lo aiuta.
L’astuzia del secondo bimbo è soddisfatta.
CIBO FINALMENTE!TUTTO PRONTO E BEN SERVITO!

Mattino seguente fresco,felice,azzurro,favolistico.
La gabbietta tenera e dolce contiene il piccolo,affettuoso,delicato e simpaticissimo uccellino.
Come sonoro altre voci di uccellini a fare compagnia piacevole.
La gabbietta è lontana alla vista esterna.
La gabbietta è ancora lontana,è al centro della scena.
Intorno colline verdi,cielo azzurro fresco dolce.

La gabbietta è ancora più vicina.
La visuale si restringe come uno zoom.
Intorno colline verdi che si avvicinano,cielo azzurro fresco dolce.
Notiamo più particolari:Alberi e nuvole.
La gabbietta è sempre più vicina a noi,ovvero alla vista esterna.
La visuale si restringe,avvicinandoci ad una velocità supersonica…di proiettile ad esempio.
Sempre più particolari ci colpiscono ma ci sfuggono.
Il cielo fresco dolce quasi non si vede più.
Ora è verde di collina che ci sfugge intorno.
La gabbiettina è appesa ad un ramo di uno dei tanti alberi presenti nella zona.
E’ davanti a noi.
Al centro dell’immagine.
Volando fissi verso di lei ci sfuggono i contorni dell’ambiente.
Intorno a noi notiamo come si può vedere da finestre all’interno di treni in velocità.
Come pennellate verso sinistra alla nostra sinistra,come pennellate verso destra alla nostra destra,come razzi verso l’unico obiettivo:La gabbia.
Velocissimi verso di lei ci avviciniamo.
Pensando di essere arrivati siamo già giunti.
Velocità incontrollata,verso la gabbia.
Arrivati a destinazione con una potenza veloce di proiettile che nel tragitto accumula potenza e velocità…verso l’uccellino.
Incuranti lo trapassiamo,piume,ala destra,pelle sottile,ossicini soffici e croccanti,carne tenera,liquidi rossi,viscere,nervi filamentosi scivolosi,polpa di cuoricino,scivolosi filamentosi nervi,viscere,rossi liquidi,tenera carne,croccanti e soffici ossicini,sottile pelle,ala sinistra,piume.
Uccellino traforato come tunnel autostradale.
Il cibo è coperto e bagnato da viscere che fuoriescono ancora dal buco sinistro aperto che lascia uscire viscere spappolate e carne e piume sporche di sangue.
Sofferenza ferma in gabbia mentre il proiettile è bloccato poco dopo da un tronco.

NdR: Racconto copiato e incollato esattamente come inviato dall'autore. Nessuna correzione o modifica è stata apportata.

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