Ultimo classificato dell'edizione 2012 del Concorso per il Racconto Più Brutto con 203 punti.
Questo racconto francamente inutile, piazzatosi ultimo come pronosticato dalla moglie dell'autore, ci obbliga a porci (e a porre all'autore) una sola domanda: PERCHÈ? Quella che dovrebbe essere la storia del tormento interiore di un sacerdote che non sa se violare o meno il segreto confessionale e denunciare un delitto, risulta invece un piatto elenco di parole buttato giù da qualcuno che sembra appena uscito da un coma di due settimane. Menzione speciale all'imbarazzante compiacimento dell'autore nel chiamare il sacerdote protagonista del racconto Don Dino Sauro.
LA CONFESSIONE
Di Carmelo Pecora
-Padre mi devo confessare!
La richiesta giunse a Don Dino mentre rivolto all’altare era assorto in preghiera.
Quella voce cavernosa lo fece sobbalzare. Una giusta dose di adrenalina scese lungo la sua schiena. Non aveva sentito i suoi passi.
Girò il capo di 45 gradi e vide un uomo che si teneva stretto in un cappotto nero con il bavero alzato. Capelli folti e neri con una spruzzatina di bianco qua e là.
-Certo figliolo!
-Vieni pure! Gli disse indicandogli il confessionale.
Si alzò e con passo stanco si avviò anch’egli verso il luogo della confessione.