In Italia abbiamo avuto uno scrittore umoristico di una grandezza inenarrabile, Achille Campanile, che nel 1942, ha pubblicato un romanzo sotto forma di diario, il cui protagonista è proprio uno di quei bistrattati eroi del brutto che tanto amiamo, vittime dell'ignoranza e dell'ingiustificato senso di superiorità dei loro contemporanei, un genio tanto incompreso da essere costretto a scrivere un diario rivolto ai posteri, che sicuramente invece sapranno riconoscerne il valore e conferirgli la gloria letteraria che merita. Si tratta de Il diario di Gino Cornabò. Ve ne sottoponiamo un esemplare, attualissimo brano:
«9 agosto
Apro i giornali: "Largo movimento diplomatico e consolare"; chi nominato ambasciatore, chi ministro plenipotenziario, chi mandato qua, chi là. E di me nessuno si ricorda. Io resto a marcire nell'ombra. Tempo fa fu la volta del largo movimento dei prefetti. Idem come sopra. Per me, zero. Ancora: Olimpiadi; intervento dei Principi, personalità, ministri; ricevimenti, brindisi, fotografie nei giornali. C'è qualcuno che si ricorda di me? C'è qualcuno che mi abbia invitato ad assistere? Proprio come se non esistessi. Ma non basta. Siamo nella stagione dei premi letterari. Riunione delle giurie, discussioni, relazioni alla stampa. Credete che qualcuno mi abbia chiamato a far parte d'una giuria? Nemmeno per sogno. Gl'intriganti sono sempre in mezzo. Io muffisco, dimenticato. Da tutti, dovunque.
Apro i giornali: "Largo movimento diplomatico e consolare"; chi nominato ambasciatore, chi ministro plenipotenziario, chi mandato qua, chi là. E di me nessuno si ricorda. Io resto a marcire nell'ombra. Tempo fa fu la volta del largo movimento dei prefetti. Idem come sopra. Per me, zero. Ancora: Olimpiadi; intervento dei Principi, personalità, ministri; ricevimenti, brindisi, fotografie nei giornali. C'è qualcuno che si ricorda di me? C'è qualcuno che mi abbia invitato ad assistere? Proprio come se non esistessi. Ma non basta. Siamo nella stagione dei premi letterari. Riunione delle giurie, discussioni, relazioni alla stampa. Credete che qualcuno mi abbia chiamato a far parte d'una giuria? Nemmeno per sogno. Gl'intriganti sono sempre in mezzo. Io muffisco, dimenticato. Da tutti, dovunque.