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sabato 3 dicembre 2011

Resoconto prima edizione

Ecco la classifica finale della prima edizione del Concorso per Il Racconto Più Brutto:

1° - SIMONE GHELLI, con PARIGI - 163 punti!!!
2° - Guerrieri e Tagliamonte, con BACHATA - 153 punti
3° - Leonardo Battisti, con IL RICCIO - 152 punti

4° - Carlo Sperduti, con LETTERA CONSEGNATA A MANO A UNA RAGAZZA - 144 punti
5° - Gianpaolo Castellano, con STORIA FUTURA - 142 punti
6° - Lorenz De Bor, con TRA LE BRACCIA DI UN POLIPO - 141 punti
7° - Daniela Rindi, con APOLOGIA - 133 punti
8° - Roberta Angeloni, con LA STATUA DEL BERNINI - 119 punti
9° - Angelo Zabaglio, con ERAVAMO - 110 PUNTI
10° - Alessandro Dezi, con PERSINO CON UN LEGGERO ANTICIPO - 109 punti.
    
Non so da dove cominciare per ringraziare tutti per questa incredibile serata: innanzitutto i 10 finalisti, che hanno dato una straordinaria prova di sé non solo leggendo ad alta voce in pubblico i loro racconti orrendi, ma anche calandosi completamente nella parte degli scrittori narcisisti e arroganti. Sono già leggendale dichiarazioni, al ritiro del premio di consolazione, di Alessandro Dezi, ultimo classificato: "È tutto un magna magna", e di Carlo Sperduti, primo escluso dal podio: "Non avete capito un cazzo".

In perfetta assonanza al bassissimo livello della serata, ha fatto faville l'impossibile duo dei BANGLA BOYS, che ha intrattenuto un pubblico incredibilmente esaltato dalla loro palese demenza.
Che dire poi dell'HulaHoop? Si conferma per noi il locale ideale per ospitare questo tipo di evento letterario in favore del brutto, storicamente e deprecabilmente bistrattato da sempre dall'intellighenzia radical chic che purtroppo impera in questo paese.
Una menzione speciale va invece al meraviglioso pubblico in sala: numeroso da far scoppiare le pareti, irriverente, ridanciano, completamente calato nell'atmosfera idiota di questo premio finalmente dedicato al brutto autentico.
Grazie anche alla Gratta e Vinci Production di Federica Rizzo, che ha deciso di devolvere a questo concorso parte della vincita di uno strano gioco in cui per vincere devi grattarti, o qualcosa del genere. Ringraziamo per questo finanziamento insperato che ha reso possibile la realizzazione di questa straordinaria kermesse.

La serata è stata un tale successo di critica e di pubblico che è già in programma il bis per febbraio 2012. Restate sintonizzati e preparatevi a non perdere la seconda edizione che promette di essere anche peggio della prima!

Vincitore della prima edizione

Riportiamo di seguito e per intero il racconto vincitore dell'edizione 2011, un concentrato di dettagli talmente inutili e insignificanti da rappresentare perfettamente la tipica desolante incapacità di rendersi minimamente interessanti di gran parte di coloro che oggi in Italia si autodefiniscono SCRITTORI. Con il plauso unanime di organizzazione, giuria e avventori casuali, siamo ogogliosi di presentarvi il VINCITORE della Prima Edizione del Concorso Letterario IL RACCONTO PIU' BRUTTO:
 
Una scheda di valutazione. Valida.


Simone Ghelli
Parigi

Alle 18:30 sono all’aeroporto di Charles de Gaulle. Inizialmente avevo nutrito dei seri dubbi, logicamente stupidi, che non stessimo arrivando a Parigi. Ma ero solo seduto dal lato sbagliato, e visto che l’aeroporto si trova a diversi chilometri dalla ville lumière, come potevo rendermi conto dell’esatta ubicazione geografica? Segue l’attesa per i bagagli che, chissà perché ti immagini sempre che abbiano smarrito, e poi la ricerca dell’autobus. I miei genitori sono qua già da ieri, dunque devo sbrigarmela tutta da solo. Ma forse non è questo che volevo? Si cerca sempre di fare più esperienza, immaginandosi che la vita sia come una scala graduata di valori dove si succedono sempre nuove, più grandi difficoltà. Ma è un gioco che in fondo ci piace. Dopo devo anche arrancare alla ricerca di un treno per la banlieu nord-ovest, direzione “La Frette-Montigny”. Non ho spiccioli per la macchinetta automatica, ma tanto per iniziare a sfatare i vari luoghi comuni trovo una ragazza di colore che mi presta qualche franco. Merci, le dico contento. Giunto al paese mi rendo conto di non ricordarmi più dove si trova la via in cui abitano i mie zii. Per fortuna l’ho segnata sull’agendina, ma le rare persone che incontro sembrano proprio non conoscerne l’esistenza. Dopo più di mezz’ora trovo la strada, constatando che mi sono divertito a girarci intorno. Seguono i saluti, le spiegazioni. Si mangia tanto e si osservano tutti i rituali di pulizia prima di andare a letto. Per le prime notti dormirò nel letto di mio cugino più grande. Siamo tutti troppo stanchi, a domani i racconti. Ad ascoltare le notizie alla tv non ci ha proprio pensato nessuno. Sento  di essermi veramente proiettato in un altro ordine di idee. Per tre giorni rivesto i panni del turista, divertendomi a fare da Cicerone ai miei genitori. Bene o male riesco a portarli in tutti i luoghi tipici, ma meglio sarebbe definirli classici, della capitale.
Si cammina parecchio, ma quando si tratta del tuo scopo non è proprio il caso di recriminare. La sera si torna sempre a casa stanchi morti, contenti di trovare in giardino l’aperitivo preparatoci da mia zia. Le cene sono sempre abbondanti, la digestione lenta. A mezzanotte, non di più, si crolla. L’ultimo giorno accompagno i miei alla Gare de Lyon. A causa dello sciopero dovranno prendere il treno per Firenze, cioè fare un tragitto più lungo. Li saluto senza sapere di preciso quando li rivedrò. Non mi sento triste più di tanto perché è da troppo tempo che aspetto un'occasione del genere. Sbrigarmela da solo in un paese straniero. Roba da romanzetti esotici! Torno a casa con mio zio, con il sole che mi bacia in volto e tanta voglia di conquistare il mondo...